lunedì 25 aprile 2016

Il Lago di Capo d'Acqua e i mulini sommersi

Alle pendici del Monte Scarafano nel Parco Nazionale del Gran Sasso, esiste un bacino artificiale formatosi nel 1965, in seguito alla costruzione della diga che sbarra il corso del fiume Tirino.
Le acque cristalline delle numerose sorgenti che alimentano il fiume danno vita all'attuale Lago di Capo d'Acqua nelle campagne del medioevale borgo di Capestrano in provincia dell'Aquila.
Sapete ormai che tra le tante mie passioni c'è anche quella per la subacquea e sta volta voglio raccontarvi qualcosa a proposito di un posto sorprendente che sta sott'acqua ... un
altro dei miei luoghi magici: i mulini sommersi di Capo d'Acqua.


Le acque del fiume Tirino sommergono una porzione di territorio sulla quale sorgevano due mulini e un colorificio di epoca medioevale; i resti della struttura del colorificio sono semi sommersi, invece ciò che rimane dei due mulini si può ammirare solo immergendosi nelle limpide acque del lago.
L'immersione è semplice, la profondità massima del lago è 10 metri e l'esperienza è particolarissima; la sensazione è proprio quella di essere immersi in un bicchiere d'acqua data l'estrema trasparenza... trasparenza che è sinonimo di acqua fredda: temperatura massima 11°C e vi assicuro che dopo 20 minuti si fa fatica a muovere le dita delle mani!


Appena messa la testa sotto il pelo dell'acqua appare un paesaggio "lunare" affascinante e misterioso.
I mulini sono ormai solo rovine ma ancora è possibile ammirare parte delle mura delle costruzioni realizzate con la tecnica "a secco" (senza malta quindi immaginate la delicatezza di ciò che resta! Per la cronaca: ho sentito dire che a causa del sisma che ha interessato L'Aquila i mulini sono stati ulteriormente danneggiati...) che dovevano occupare una superficie di 400 mq, i canali, gli archi sotto ai quali fluivano le acque e i selciati percorsi giornalmente dai contadini che si recavano ai mulini o da chi invece andava al colorificio... non è stato difficile immaginare il fluire quotidiano della vita rurale ai tempi del medioevo... la mente viaggia veloce, i pensieri scanditi dall'unico suono udibile quello del mio respiro attraverso l'erogatore. 


Anche l'ambiente naturale è piacevole! Lo stesso terreno su cui cresceva l'erba ora è popolato da rigogliosa flora lacustre e vivace fauna, trote e gamberetti. Durante l'esplorazione è possibile anche individuare i punti precisi dai quali fuoriesce l'acqua sorgiva, piccolo ma potenti flussi sommersi! Avere un brevetto che abilita all'attività subacquea significa avere la possibilità di vedere luoghi che altrimenti rimarrebbero sconosciuti...


Avere la possibilità di conoscere rappresenta una grande ricchezza e un'occasione di crescita.
Anche un'esperienza subacquea come questa costituisce un momento di riflessione, di ispirazione, di condivisione e di sano divertimento che rigenera il corpo e lo spirito.


Grazie a mio marito Andrea Bolletta per la documentazione fotografica.